«Dio non ha paura della compagnia dell’uomo»

Nel cammino del tempo di Avvento, il profeta Isaia ci ha spronati ad invocare il Signore affinché squarciasse i cieli e discendesse sulla nostra terra desertificata per trasformarla in un giardino brulicante di vita e rendere l’acqua amara e imbevibile in fresca sorgente.

Dopo aver celebrato la sua incarnazione, la sua Epifania, oggi celebriamo la sua seconda manifestazione.
Certamente il battesimo di Gesù appare strano ai nostri occhi: egli non è un peccatore tale da mettersi in coda con tutti gli altri, egli non ha peccati da riconoscere, eppure umilmente sta tra i peccatori, per dichiarare che Dio non ha paura della compagnia dell’uomo.

Questa grande umiltà di Gesù è ciò che piace al Padre, il quale si compiace di questo Figlio che, per amore dell’uomo si svuota della sua divinità. Dio dà il sigillo dell’amore e dell’approvazione: lo Spirito scende su di lui. In quel momento Gesù si manifesta e si rivela non solo come Colui che è Figlio, ma come Colui che vive da Figlio, anche quando, per essere tale, dovrà bere il calice amaro della passione ed abbracciare con amore il battesimo cruento della croce. Questo è il frutto del battesimo in Spirito.

Ciò che il Padre ha detto del suo Figlio Gesù, lo vuole ripetere e gridare di ogni credente battezzato con acqua e in Spirito: «Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te mi sono compiaciuto». Queste parole il Padre, oggi, le rivolge ad ognuno di noi, ad una umanità che cocciutamente vuole essere orfana di punti di riferimento, priva di persone altamente significative, vuota di valori e di ideali, povera di giustizia vera. Il battesimo di Gesù ci ricorda la vocazione e la grazia, oltre che la gioia, di vivere da figli sul modello del Figlio, che fa della volontà e dell’amore del Padre il suo cibo quotidiano.

Oltre a ringraziare Dio per il dono del battesimo con acqua ed in Spirito non resta che chiedere con insistenza a Dio di non limitarci ad essere semplicemente cristiani, ma a vivere con dignità, con passione, con entusiasmo la nostra condizione di libertà in Cristo.

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