Contro il terrorismo non bastano i militari nelle strade

A che serve dispiegare, ogni giorno, centinaia di militari nelle strade delle principali città d’Italia? Qualcuno dice per la sicurezza, contro il terrorismo islamico. Ma è realmente così?

Se ad esempio uno jihadista affiliato all’Isis, o qualsiasi altra associazione terroristica islamica, volesse detonare, lo farebbe senza problemi. Potrebbe saltare in aria nella Stazione Centrale arrivando dalle città vicine con un regionale. Se ad esempio un islamista arrivasse dalle borgate, chi preverrebbe il misfatto? O c’è forse qualcuno che si accollerebbe la responsabilità di controllare singolarmente gli accessi in stazione? Avete mai ricevuto un controllo dove quotidianamente transitano diverse migliaia di persone? No, stanno fermi nonostante davanti ai loro occhi vi passino ragazzini minorenni sfrecciando ad alta velocità in sella al motorino, per giunta senza casco.

Qualcuno dice che non servono tanto i militari, quanto i loro mitra. Capaci di bloccare un’aggressione esterna, come quella dei camion suicidi. Ma anche in questo caso si potrebbe ovviare il problema con ulteriori barriere. La verità è che il nemico è tra noi, anche se continua a nascondersi. Ha un volto e un nome, quello dell’Islam. E militari o barriere serviranno a poco quando il lupo solitario o più lupi solitari entreranno in azione.