Globalizzazione, opportunità o problema?

Il fenomeno della globalizzazione.

Perché la globalizzazione economica non si renda protagonista della crescita di ingiustizie sociali, sarebbe indispensabile lo sviluppo di un governo mondiale dell’economia.

Fattore non procrastinabile visto che le distanze tra Nord e Sud aumentano, con persone che vivendo nella parte più industrializzata del mondo posseggono l’80% delle risorse, non solo perché vengono prodotte in loco, ma soprattutto per il fatto che vengono acquistate a basso prezzo nel Sud, nei paesi considerati bisognosi, ma ricchi di risorse.

In molti Paesi di quello che consideriamo il Terzo Mondo, gran parte della popolazione vive nell’indigenza. Nondimeno la povertà porta con sé denutrizione che favorisce il propagarsi di epidemie, di cui spesso le vittime sono bambini. Infatti, nel momento in cui nei Paesi sviluppati la mortalità infantile è quasi scomparsa, in Africa colpisce ancora, e consegue un’aspettativa di vita molto bassa.

Qui sono soprattutto le guerre a determinare la povertà. Inclusa la guerra tra poveri per sancire il controllo delle poche risorse. Così si aggravano le condizioni di vita della popolazione perché i governi finanziano l’acquisto di armi anziché le risorse alimentari.

Il superamento della povertà è frenato dal debito pubblico che i Paesi poveri hanno contratto con quelli più sviluppati, ricchi e industrializzati. Cifre astronomiche da non essere più risarcibili. Perciò la globalizzazione può essere considerata un’ottima occasione per lo sviluppo e la prosperità di un Paese, ma può anche essere dannosa se non si hanno buone politiche per evitare o risolvere i problemi derivanti dagli effetti negativi della stessa.

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