Il riscaldamento globale, tra verità e menzogna

Mai come nel presente periodo si sente parlare di inquinamento e riscaldamento globale. Argomentano più o meno tutti. Dagli scienziati ai cittadini. Poche idee, ma ben confuse che alimentano i dubbi e i sospetti sulla veridicità dei continui allarmi che, da diversi anni a questa parte, scandiscono le nostre giornate.

Qualche anno fa, il premio Nobel Giorgio Parisi, noto alle cronache per aver impedito di parlare all’Università La Sapienza di Roma il Papa emerito Benedetto XVI, ha lanciato il suo anatema: “È importante mettere al centro dell’attenzione il fatto che il clima sta cambiando. Siamo in una situazione di estrema incertezza sul futuro o di certezze negative”. Se non si fa come dice lui l’umanità è destinata a cadere nel baratro.

Eppure, a fronte di tanto pessimismo, sull’inquinamento ambientale e il riscaldamento climatico vanno decisamente in controtendenza alle parole del noto scienziato Antonio Zichichi.

“È bene precisare che cambiamento climatico e inquinamento sono due cose completamente diverse. Legarli vuol dire rimandare la soluzione. E infatti l’inquinamento si può combattere subito senza problemi, proibendo di immettere veleni nell’aria. Il riscaldamento globale è tutt’altra cosa”, afferma il professore.

C’è anche un altro premio Nobel per la Fisica, il professor Carlo Rubbia, che in un’audizione al Senato si è espresso con gli stessi concetti.

“La prima osservazione è che il clima della Terra è sempre cambiato. Oggi noi pensiamo (in un certo senso, probabilmente, in maniera falsa) che, se teniamo la CO2 (Anidride Carbonica) sotto controllo, il clima della Terra resterà invariato. Questo non è assolutamente vero. Vorrei ricordare che durante il periodo dell’ultimo milione di anni la Terra è stata dominata da periodi di glaciazione in cui la temperatura media era di meno 10 gradi. Tranne brevissimi periodi, in cui c’è stata la temperatura che è quella di oggi”, sono le parole del professor Rubbia.