La cattura di Matteo Messina Denaro non diventi un romanzo rosa

Sulla cattura di Matteo Messina Denaro si è detto tutto ed il contrario di tutto. Si sono fatte supposizioni, si sono alimentati i dubbi, si è quasi voluto minimizzare l’accaduto. Il fatto che un super latitante, che conta all’attivo diverse decine di omicidi, sia stato catturato è quasi passato in secondo piano. Le notizie che circolano sui principali siti di informazione ne alimentano il mito, se così può essere definito, andando oltre quello che è il doveroso diritto di cronaca.

Siamo arrivati a conoscere non solo i covi, ma addirittura le abitudini sessuali del pluriomicida mafioso. Nell’abitazione, stando a quanto riportano autorevoli quotidiani, sarebbero stati rinvenuti numerosi preservativi e alcune pastiglie di Viagra. E nientepopodimeno che i poster che teneva in camera. Uno del Padrino, interpretato da Marlon Brando, e un altro di Joker, celebre antagonista di Batman.

Elementi che ricordano la vicenda processuale dell’ex presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, quando emersero alcune intercettazioni che parlavano di culo flacido e amenità simili. Se il dovere di cronaca è giusto, anzi sacrosanto in uno Stato che si definisce democratico, lo è altrettanto la tutela dell’intimità dell’uomo. Per quanto questo possa essere un miserabile assassino, non è etico rivelare particolari privi di alcun interesse. Altrimenti ci si abbasserebbe allo stesso piano di una persona vile, che tanto male ha fatto all’Italia.