La Giornata della Memoria non sia solo un misero ricordo

La Giornata della Memoria.

C’è ancora bisogno di giorni della Memoria, come questo? Oh sì, c’è bisogno. Per chi in particolare?

Per quelli che paragonano il Green Pass alle leggi sulla segregazione? Ma certo che no, quella gente non la recuperi, non puoi insegnar loro nulla, portano avanti le loro litanie esattamente come le copiano e incollano dai loro riferimenti, senza senso critico. E poi chiamano “pecore” gli altri.

Per chi allora? Per i simpatizzanti dei tempi di “quando c’era Lvi”? Ma no, quelli non aspettano altro che giorni così per annusarsi e riconoscersi, tirando fuori luoghi comuni su cose che non hanno mai vissuto, perché abituati a respirare una libertà che non apprezzano perché data per scontata.

Dunque per chi, questa giornata? Per chi sostanzialmente se ne fotte un po’ di tutti? Ma neppure, perché oggi scherzano sugli ebrei, domani sui gay e dopodomani su qualsiasi minoranza o etnia o tema sensibile solo per affermare indipendenza di pensiero e superiorità intellettuale rispetto al popolino che ancora cerchia le giornate sul calendario.

Quelli non sono neppure i peggiori, hanno bisogno di mostrare di esistere su un piano più alto e comunque è divertente pensare che si accontentino di crederlo.

Insomma, a chi serve una giornata così? Ma a noialtri, che non abbiamo vissuto quelle aberrazioni ma riusciamo a immaginarle e a inorridire, che non abbiamo cresciuto disagio sociale interiore, che cerchiamo di mantenere un equilibrio adulto pur in un mondo infantile.

Serve a noi, per ricordarci i motivi per cui non ne abbiamo bisogno.

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